Semplificazione EPR per le PMI: il voto del Parlamento europeo non elimina l’obbligo di rappresentante in Francia

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Il 20 ottobre 2026 il Parlamento europeo ha adottato a larghissima maggioranza la propria posizione sulla semplificazione delle regole di responsabilità estesa del produttore (EPR) per le piccole imprese. L’idea: esonerare temporaneamente le microimprese e le piccole imprese stabilite nell’Unione dall’obbligo di designare un rappresentante autorizzato in ogni Stato membro in cui vendono.

Da allora circola una scorciatoia: «le PMI non hanno più bisogno di un rappresentante EPR». Per la Francia è falso, e crederci può costare caro.

Innanzitutto perché un voto del Parlamento non è una legge: il Consiglio deve ancora definire la propria posizione, e poi le due istituzioni devono accordarsi su un testo finale. Inoltre, e soprattutto, perché la Francia ha una propria regola. L’articolo L. 541-10-9-1 del Codice dell’Ambiente francese, introdotto dalla legge n. 2026-602 dell’8 luglio 2026, obbliga ogni produttore soggetto a EPR e non stabilito in Francia a designare un rappresentante stabilito in Francia, qualunque sia la sua dimensione.

Questo articolo spiega che cosa hanno realmente votato gli eurodeputati, chi sarebbe interessato e perché oggi non cambia nulla per una piccola impresa estera che vende in Francia. Trattiamo qui solo la situazione francese: in altri Stati membri può essere diversa.

Riassumi questo articolo con:

🎯 In breve: che cosa cambia il voto e che cosa non cambia in Francia

  • Il 20 ottobre 2026 il Parlamento europeo ha votato per sospendere fino al 2035 l’obbligo di rappresentante autorizzato EPR per Paese per le microimprese e piccole imprese stabilite nell’UE (meno di 50 dipendenti, meno di 10 milioni di euro di fatturato o di totale di bilancio).
  • Il voto fissa la posizione negoziale del Parlamento. Non è ancora applicabile: il Consiglio deve adottare la propria posizione prima che inizino i negoziati sul testo finale.
  • Le imprese stabilite fuori dall’UE (Cina, Regno Unito, Svizzera, Stati Uniti, ecc.) non rientrano in questa sospensione.
  • In Francia l’articolo L. 541-10-9-1 del Codice dell’Ambiente impone un rappresentante a ogni produttore soggetto a EPR e non stabilito in Francia, senza alcuna soglia dimensionale, in tutte le filiere.
  • Gli altri obblighi EPR (adesione a un eco-organismo, dichiarazioni, eco-contributi) non vengono toccati, nemmeno nella posizione del Parlamento.

📌 Risposta breve: se la Sua impresa è stabilita fuori dalla Francia e immette sul mercato francese prodotti soggetti a EPR, deve continuare a designare un rappresentante EPR in Francia, anche con 5 dipendenti. Il voto del Parlamento europeo non modifica questo obbligo francese e, in ogni caso, non è ancora diritto applicabile. Non risolva il Suo mandato sulla base di questo voto.

🔍 Come abbiamo verificato queste informazioni

Per il contenuto del voto ci basiamo sul comunicato stampa del Parlamento europeo del 20 ottobre 2026 e sulla sua ripresa nella stampa specializzata; per la regola francese, sul testo dell’articolo L. 541-10-9-1 del Codice dell’Ambiente francese; per l’attuale obbligo europeo in materia di imballaggi, sul regolamento (UE) 2025/40 (PPWR).

Che cosa è confermato: i risultati del voto, l’ambito proposto dagli eurodeputati (microimprese e piccole imprese stabilite nell’UE), la durata prevista e il mantenimento degli altri obblighi EPR. Che cosa resta aperto: la posizione del Consiglio, la formulazione finale del testo e la sua data di applicazione. Per questo non indichiamo alcuna data di entrata in vigore.

🗳️ Che cosa ha votato il Parlamento europeo il 20 ottobre 2026

Gli eurodeputati si sono pronunciati su due testi dell’«omnibus ambientale», il pacchetto di semplificazione presentato dalla Commissione europea: un regolamento su imballaggi e batterie e una direttiva su tessili, calzature, apparecchiature elettriche ed elettroniche e plastica monouso.

TestoFiliere interessateEsito del voto
RegolamentoImballaggi, batterie e rifiuti di batterie616 favorevoli, 9 contrari, 39 astenuti
DirettivaTessili, calzature, apparecchiature elettriche ed elettroniche, plastica monouso612 favorevoli, 8 contrari, 39 astenuti

Il dossier è seguito dalla relatrice olandese Ingeborg ter Laak (PPE), secondo cui si tratta di ridurre gli oneri amministrativi inutili «senza compromettere le nostre ambizioni ambientali» (traduzione libera).

Nel merito, gli eurodeputati hanno ristretto la proposta della Commissione. Quest’ultima prevedeva una sospensione più ampia dell’obbligo di rappresentante autorizzato in alcune filiere. Il Parlamento la riserva alle imprese più piccole dell’Unione.

AspettoProposta della CommissionePosizione del Parlamento (20 ottobre 2026)
BeneficiariSospensione più ampia dell’obbligo in alcune filiereSolo microimprese e piccole imprese stabilite nell’UE
SoglieNon limitata alle piccole impreseMeno di 50 dipendenti e meno di 10 milioni di euro di fatturato o di totale di bilancio
DurataSospensione temporanea, fino al 2035Fino al 2035, o fino all’adozione di un futuro atto sull’economia circolare
Altri obblighi EPRMantenutiMantenuti (prevenzione, contributi finanziari)
Misure di accompagnamentoNon dettagliate quiMigliore scambio di informazioni tra Stati, sistemi digitali interoperabili, reporting comune

📋 Chi sarebbe interessato dalla sospensione europea?

Il termine «PMI» usato in molti titoli è fuorviante. Secondo la definizione europea, una PMI può avere fino a 250 dipendenti. La posizione del Parlamento riguarda solo le microimprese e le piccole imprese: meno di 50 dipendenti e un fatturato annuo o un totale di bilancio inferiore a 10 milioni di euro. Un’impresa media con 120 dipendenti non ne beneficerebbe.

Seconda condizione: essere stabilita nell’Unione europea. Un piccolo marchio con sede in Cina, nel Regno Unito, in Svizzera o negli Stati Uniti non sarebbe interessato, qualunque sia la sua dimensione. Per esso l’obbligo europeo di rappresentante resterebbe invariato.

ℹ️ Clausola antielusione: secondo una parte della stampa specializzata, gli eurodeputati hanno previsto anche una clausola per impedire a un’impresa di scindersi o ristrutturarsi artificialmente per rientrare sotto le soglie. La sua formulazione esatta dipenderà dal testo finale.

⏳ Un voto non è una legge: i prossimi passaggi

Il voto del 20 ottobre fissa soltanto il mandato negoziale del Parlamento. Per diventare applicabile, la sospensione deve ancora superare diverse tappe, e il suo contenuto può cambiare in ciascuna di esse.

TappaStato alla data di redazione
Proposta della Commissione (omnibus ambientale)Presentata
Posizione del Parlamento europeoAdottata il 20 ottobre 2026
Posizione del Consiglio dell’UENon ancora adottata
Negoziati di trilogo e accordo su un testo finaleNon avviati
Pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE e data di applicazioneNon fissate

Nel frattempo si applica il diritto vigente. Per gli imballaggi, l’articolo 45 del regolamento (UE) 2025/40 impone dal 12 agosto 2026 un rappresentante autorizzato in ogni Stato membro in cui un produttore mette a disposizione imballaggi senza esservi stabilito. Spieghiamo questa articolazione nel nostro articolo PPWR in Francia: cosa cambia davvero il regolamento imballaggi per le imprese.

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🇫🇷 In Francia l’obbligo di rappresentante non dipende dalla dimensione dell’impresa

La regola francese è autonoma. L’articolo L. 541-10-9-1 del Codice dell’Ambiente, creato dalla legge n. 2026-602 dell’8 luglio 2026 e in vigore dal 10 luglio 2026, prevede che ogni produttore soggetto a EPR non stabilito in Francia designi, con mandato scritto, una persona stabilita in Francia incaricata di adempiere in suo nome agli obblighi EPR. Il rappresentante subentra per surroga negli obblighi del produttore.

Il testo non contiene alcuna soglia di dipendenti o di fatturato, né alcuna esenzione per le piccole imprese. Si applica a tutte le filiere EPR francesi e a tutti i produttori non stabiliti in Francia, sia che siano stabiliti in un altro Paese dell’UE sia fuori dall’Unione.

L’unico caso in cui l’obbligo si considera assolto è quello di un marketplace che già adempie agli obblighi EPR del venditore per le vendite che facilita (articolo L. 541-10-9). Questa eccezione dipende dal canale di vendita, non dalla dimensione dell’impresa. La illustriamo nel dettaglio, insieme alle tappe della designazione e ai costi, nella nostra guida Rappresentante EPR in Francia: l’obbligo per i produttori non stabiliti.

⚠️ Esempio: una PMI tedesca con 8 dipendenti che vende articoli da cucina imballati a clienti francesi soddisferebbe i criteri della sospensione votata dal Parlamento. In Francia, però, deve continuare a designare un rappresentante EPR, oggi come domani, finché l’articolo L. 541-10-9-1 non sarà modificato.

⚖️ Perché una sospensione europea non eliminerebbe la regola francese

Esistono due livelli di norme da non confondere.

  • Il livello europeo: i testi dell’UE (regolamento imballaggi, regolamento batterie, direttiva RAEE, direttiva quadro sui rifiuti per i tessili) prevedono un rappresentante autorizzato negli Stati membri in cui il produttore non è stabilito. È questo l’obbligo che l’omnibus propone di sospendere per le piccole imprese dell’UE.
  • Il livello francese: l’articolo L. 541-10-9-1 ha una propria base giuridica, una legge francese approvata nel 2026. Copre tutte le filiere EPR francesi, comprese quelle senza equivalente europeo, come l’arredamento, i giocattoli, gli articoli sportivi e per il tempo libero, il fai da te e il giardinaggio o i prodotti e materiali da costruzione.

Sopprimere o alleggerire l’obbligo francese richiederebbe una modifica della legge francese. Alla data di redazione non è noto alcun progetto in tal senso. L’articolazione precisa tra la regola francese e il testo europeo finale, in particolare per le filiere disciplinate da regolamenti UE, dipenderà dalla formulazione definitiva dell’omnibus: aggiorneremo questo articolo non appena il testo sarà adottato.

Il meccanismo di surroga del rappresentante e la storia di questa regola sono spiegati nel nostro articolo Surroga e il rappresentante EPR francese: la storia giuridica dietro questa regola.

📦 Filiera per filiera: che cosa toccherebbe il voto e che cosa no in Francia

Filiera EPR franceseRientra nell’omnibus europeo?Rappresentante francese obbligatorio oggi?
Imballaggi domestici e carta graficaSì (imballaggi)Sì, senza soglie
Imballaggi commerciali e industriali (dal 2027)Sì (imballaggi)Sì, senza soglie
Pile e batterieSìSì, senza soglie
Apparecchiature elettriche ed elettroniche (RAEE)SìSì, senza soglie
Tessili per abbigliamento, biancheria per la casa e calzature (TLC)SìSì, senza soglie
Prodotti del tabacco, salviette umidificate, palloncini, attrezzi da pesca (plastica monouso)SìSì, senza soglie
Arredamento, giocattoli, articoli sportivi e per il tempo libero, fai da te e giardinaggio, prodotti da costruzione, veicoliNo, filiere senza equivalente nell’omnibusSì, senza soglie

Qualunque sia la riga della tabella, la risposta francese è la stessa. Per il dettaglio degli eco-organismi e degli obblighi propri di ogni filiera, consulti la nostra guida Rappresentante EPR in Francia: la guida filiera per filiera.

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🌍 E negli altri Paesi dell’UE?

Ogni Stato membro ha le proprie norme nazionali sulla rappresentanza EPR, e il modo in cui applicherà un eventuale testo europeo finale può variare. La situazione descritta qui è quindi specifica della Francia e non va trasposta così com’è a un altro Paese. Se vende in più Stati, verifichi le regole di ciascuno: il nostro articolo sulla gestione EPR in più Paesi spiega come organizzare questo monitoraggio.

🧑‍💼 Tre casi concreti in Francia

Una PMI italiana con 12 dipendenti che immette imballaggi sul mercato francese

Potrebbe beneficiare della sospensione europea se il testo fosse adottato così com’è. In Francia resta soggetta all’articolo L. 541-10-9-1: deve designare un rappresentante stabilito in Francia e aderire, tramite esso, a un eco-organismo della filiera imballaggi.

Un marchio cinese di abbigliamento che vende direttamente a clienti francesi

Non rientra nella sospensione, riservata alle imprese stabilite nell’UE. Deve designare un rappresentante in Francia per la filiera TLC, qualunque sia la sua dimensione.

Una PMI spagnola che vende solo tramite un marketplace

Se il marketplace adempie effettivamente ai suoi obblighi EPR per tutte le vendite in Francia, l’obbligo di rappresentante si considera assolto per tali vendite. Non è il voto europeo a esonerarla, ma l’articolo L. 541-10-9. Non appena vende anche tramite il proprio sito, le serve un rappresentante.

✅ Che cosa devono fare subito le piccole imprese estere

  1. Verifichi se è «produttore» ai sensi di una o più filiere EPR francesi per i prodotti che vende in Francia.
  2. Designi con mandato scritto un rappresentante stabilito in Francia, se non l’ha ancora fatto.
  3. Comunichi l’identità del Suo rappresentante e il mandato al Suo eco-organismo, che può richiederli per le Sue dichiarazioni.
  4. Non sospenda un mandato in corso sulla base del voto del Parlamento: oggi non ha alcun effetto giuridico in Francia.
  5. Segua l’evoluzione del testo europeo, senza aspettarsi cambiamenti per i Suoi obblighi francesi.

La procedura di designazione è descritta nel nostro articolo Rappresentante Autorizzato EPR in 5 Passaggi.

🧭 Autodiagnosi: Le serve un rappresentante EPR in Francia?

Risponda alle tre domande qui sotto. Lo strumento funziona interamente nel Suo browser e non raccoglie alcun dato. Non sostituisce un’analisi della Sua situazione.

1. La Sua impresa è stabilita in Francia?

2. Immette sul mercato francese prodotti che rientrano in una filiera EPR (imballaggi, tessili, elettronica, mobili, giocattoli, ecc.)?

3. Vende in Francia esclusivamente tramite marketplace che si fanno carico dei Suoi obblighi EPR?

0 di 3 domande con risposta

🤝 Ekovio, il Suo rappresentante EPR in Francia, qualunque sia la Sua dimensione

Ekovio può essere designato come rappresentante EPR in Francia per i produttori non stabiliti, dal semplice ruolo di rappresentanza fino alla gestione completa delle dichiarazioni e degli eco-contributi. Le piccole imprese trovano una soluzione commisurata ai loro volumi, e seguiamo per Lei l’evoluzione del testo europeo: se un giorno la regola francese dovesse cambiare, ne sarà informato.

❓ Domande frequenti sulla semplificazione EPR e sul rappresentante in Francia

Il voto del Parlamento europeo elimina l’obbligo di rappresentante EPR in Francia?

No. Il voto del 20 ottobre 2026 fissa la posizione negoziale del Parlamento su un testo europeo non ancora adottato. L’obbligo francese di rappresentante deriva dall’articolo L. 541-10-9-1 del Codice dell’Ambiente, che si applica a ogni produttore non stabilito in Francia, senza soglie dimensionali.

Quando potrebbe applicarsi la sospensione europea?

Non è stata fissata alcuna data. Il Consiglio dell’UE deve prima adottare la propria posizione, poi occorre raggiungere con il Parlamento un accordo sul testo finale prima della pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’UE.

Un’impresa stabilita fuori dall’UE è interessata dalla semplificazione?

No. La posizione del Parlamento riserva la sospensione alle microimprese e piccole imprese stabilite nell’Unione europea. Un’impresa cinese, britannica, svizzera o statunitense resta soggetta all’obbligo di rappresentante, qualunque sia la sua dimensione.

Posso risolvere il mandato con il mio rappresentante EPR se sono una piccola impresa?

No. Se non è stabilito in Francia e immette sul mercato francese prodotti soggetti a EPR, il rappresentante resta obbligatorio. Senza di esso si espone a una diffida, a una sanzione amministrativa e al blocco delle Sue vendite sui marketplace.

Gli eco-contributi sono ridotti per le piccole imprese?

Il voto non cambia nulla per i contributi finanziari: gli eurodeputati hanno mantenuto espressamente gli altri obblighi EPR. Alcuni eco-organismi propongono tariffe semplificate o forfettarie per i piccoli volumi, da verificare con ciascuno.

La situazione è la stessa negli altri Paesi dell’UE?

Non necessariamente. Ogni Stato membro ha le proprie norme nazionali sulla rappresentanza EPR. Questo articolo tratta solo la Francia: se vende in altri Paesi, verifichi la regola applicabile in ciascuno di essi.

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Romain - Fondateur Ekovio

Romain