La filiera EPR per i veicoli fuori uso (VFU)

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La gestione dei Veicoli Fuori Uso (VFU) è uno dei settori industriali più antichi in Francia, organizzato molto prima che la responsabilità estesa del produttore (EPR) diventasse uno standard legislativo.

La legge AGEC del 2020 ha cambiato in modo significativo le regole, ponendo produttori, importatori e operatori di trattamento di fronte a nuovi obblighi e scadenze specifiche.

Questo articolo illustra il quadro normativo attuale, i suoi requisiti concreti e le sfide che pone a tutti i soggetti coinvolti nella raccolta e nel trattamento.

Riassumi questo articolo con:

🎯 In sintesi: la filiera VFU

  • Da gennaio 2024, produttori e importatori di automobili, furgoni, due ruote a motore e quadricicli sono formalmente soggetti a EPR nell’ambito di questa filiera.
  • Ogni anno in Francia circa 1,2 milioni di veicoli raggiungono il fine vita; la Commissione Europea stima che oltre un terzo dei VFU in Europa sfugga al settore di trattamento legale.
  • Recycler Mon Véhicule è l’eco-organismo di riferimento; Stellantis, Toyota, Nissan, Iveco e SAIC Motor hanno invece ottenuto autorizzazioni per sistemi individuali.
  • Gli obiettivi di riciclo e recupero si estendono fino al 2028: 85% di riutilizzo e riciclo, 95% di recupero complessivo, e obiettivi crescenti di riutilizzo dei componenti.

Risposta breve: se producete o importate automobili, furgoni, due ruote a motore o quadricicli per il mercato francese, siete soggetti alla filiera VFU da gennaio 2024. Potrete aderire all’eco-organismo Recycler Mon Véhicule oppure richiedere l’autorizzazione per un sistema individuale, come hanno già fatto diversi grandi produttori. Il principale problema strutturale del settore non è la burocrazia della conformità, ma la persistenza di un circuito illegale di smaltimento dei veicoli che la riforma EPR è pensata specificamente per chiudere.

🔍 Come abbiamo verificato queste informazioni

Il dato di 1,2 milioni di veicoli l’anno e la stima del circuito illegale (oltre un terzo dei VFU francesi, circa 4 milioni di veicoli a livello europeo secondo la Commissione Europea) riflettono le stime pubblicate al momento della stesura. L’autorizzazione di Recycler Mon Véhicule (aprile 2024, fino al 31 dicembre 2029) e le autorizzazioni per sistemi individuali di Stellantis, Toyota, Nissan, Iveco e SAIC Motor sono aggiornate al momento della stesura. Gli obiettivi di riciclo e recupero fino al 2028 riflettono l’attuale capitolato; l’accordo provvisorio dell’UE di dicembre 2025 sulla progettazione dei veicoli e la gestione del fine vita era ancora in fase di finalizzazione al momento della stesura, quindi considerate la sua tempistica di attuazione 2026 come prevista, non definitiva.

🚗 Il quadro VFU ridisegnato dalla legge AGEC

Nuovi obblighi EPR per un settore storico

Il settore VFU ha la particolarità di essere organizzato fin dal 2006 nell’ambito di una direttiva europea, ben prima della generalizzazione delle filiere EPR introdotta dalla legge AGEC del 2020. Quella legge ne ha ridefinito l’ambito: da gennaio 2024, produttori e importatori di autovetture, furgoni, due ruote a motore e quadricicli sono formalmente soggetti a EPR.

La posta in gioco è considerevole. Ogni anno in Francia circa 1,2 milioni di veicoli raggiungono il fine vita, rappresentando decine di migliaia di tonnellate di materiali pericolosi che possono inquinare suolo e falde acquifere se il trattamento sfugge ai circuiti legali.

Un circuito illegale come principale sfida operativa

Secondo alcune stime, ogni anno oltre un terzo dei VFU trattati o esportati in modo irregolare sfugge al settore di trattamento legale, un fenomeno che la Commissione Europea quantifica in circa 4 milioni di veicoli a livello europeo. La riforma EPR è stata concepita specificamente per affrontare questo problema, imponendo contratti sistematici tra produttori e operatori di trattamento e rendendo obbligatoria la tracciabilità di ogni veicolo lungo tutta la filiera. I relitti abbandonati nei territori d’oltremare hanno disposizioni specifiche proprie, incluso un premio di restituzione in vigore dal 2024 per orientare i detentori verso i circuiti autorizzati.

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Recycler Mon Véhicule e i sistemi individuali autorizzati

I produttori di questo settore possono adempiere ai propri obblighi EPR aderendo all’eco-organismo Recycler Mon Véhicule, autorizzato nell’aprile 2024 fino al 31 dicembre 2029 e primo eco-organismo VFU del suo genere in Europa, oppure ottenendo l’autorizzazione per un sistema individuale dal Ministero della Transizione Ecologica.

Diversi grandi produttori soggetti alla filiera VFU hanno scelto la via del sistema individuale, ottenendo le proprie autorizzazioni: Stellantis, Toyota, Nissan, Iveco e SAIC Motor. Questa frammentazione costringe i centri VFU e gli impianti di frantumazione in tutto il paese a negoziare contratti marchio per marchio, il che tende a indebolire gli operatori indipendenti rispetto alle reti già integrate con i produttori.

Un cambiamento nello status degli operatori di trattamento

Dal 1° gennaio 2025, i centri VFU devono essere classificati secondo la normativa sugli impianti classificati per la tutela dell’ambiente, in sostituzione del precedente sistema di autorizzazione prefettizia. Lo stesso giorno è entrato in vigore il divieto di conferimento in discarica dei residui di frantumazione non metallici non selezionati, che impone agli impianti di frantumazione di investire in attrezzature di selezione post-frantumazione (vagli, separatori ottici, tavole densimetriche). Questi cambiamenti normativi simultanei si traducono in un onere di conformità significativo per operatori i cui margini sono già ridotti.

📈 Obiettivi ambiziosi su una traiettoria pluriennale

Tassi di riciclo e riutilizzo fino al 2028

La filiera VFU fissa soglie numeriche per il riciclo e il recupero dei materiali fino al 2028: 85% di riutilizzo e riciclo, 95% di recupero complessivo, oltre a obiettivi crescenti di riutilizzo dei componenti pari all’8,5% nel 2024, al 10% nel 2026 e al 16% nel 2028. Obiettivi specifici disciplinano anche plastica e vetro recuperati durante il trattamento: 65% poi 70% per la plastica, e 50% poi 65% per il vetro, entrambi entro il 2028. I due ruote e i quadricicli affrontano obiettivi di riutilizzo dei componenti ancora più ambiziosi, che arrivano al 40% entro il 2028, il che richiederà una crescita significativa della disponibilità di componenti riutilizzabili.

ObiettivoTraguardoEntro
Riutilizzo e riciclo85%2028
Recupero complessivo95%2028
Riutilizzo componenti (auto/furgoni)8,5% → 10% → 16%2024 / 2026 / 2028
Riutilizzo componenti (due ruote/quadricicli)40%2028
Recupero materiale plastica65% → 70%Entro il 2028
Recupero materiale vetro50% → 65%Entro il 2028

Eco-design e transizione elettrica

Al di là della conformità dichiarativa, le regole sui VFU spingono i produttori a integrare i vincoli di fine vita già nella progettazione del veicolo, in particolare nella scelta dei materiali e nella facilità di smontaggio. Anche l’accelerazione verso i veicoli elettrici porta nuove sfide tecniche, in particolare per il trattamento delle batterie di trazione, i cui processi di riciclo sono ancora in via di strutturazione industriale. La Commissione Europea ha adottato nel dicembre 2025 un accordo provvisorio su un regolamento volto a riformare il quadro sulla progettazione dei veicoli e la gestione del fine vita, con disposizioni destinate ad ampliare gli obblighi nazionali a partire dal 2026.

💡 Consiglio: se siete un piccolo importatore che immette veicoli sul mercato francese, aderire a Recycler Mon Véhicule è quasi sempre più pratico che richiedere l’autorizzazione per un sistema individuale, opzione realmente percorribile solo per produttori con la scala necessaria per negoziare direttamente la propria rete di trattamento. Non presumete di dover replicare ciò che fanno Stellantis o Toyota.

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❓ Domande frequenti sulla filiera VFU

Chi è soggetto alla filiera EPR VFU?

Produttori e importatori di autovetture, furgoni, due ruote a motore e quadricicli immessi sul mercato francese, formalmente soggetti dal gennaio 2024.

Devo aderire per forza a Recycler Mon Véhicule?

No, aderire a un sistema individuale autorizzato è un’alternativa, sebbene sia generalmente praticabile solo per produttori con una scala sufficiente per costruire una propria rete di trattamento.

Cos’è il circuito illegale dei VFU e perché riguarda anche le aziende conformi?

Si riferisce a veicoli trattati o esportati al di fuori dei canali legali, stimati in oltre un terzo dei VFU francesi. È rilevante perché i requisiti di tracciabilità e contrattuali della riforma EPR sono concepiti specificamente per colmare questa lacuna, quindi le aspettative di conformità continuano a inasprirsi in questo ambito.

Quali sono gli attuali obiettivi di riciclo per i veicoli?

85% di riutilizzo e riciclo, 95% di recupero complessivo, e obiettivi di riutilizzo dei componenti che salgono fino al 16% entro il 2028 per auto e furgoni, e al 40% entro il 2028 per due ruote e quadricicli.

La filiera EPR copre anche le batterie dei veicoli elettrici?

Il trattamento delle batterie di trazione è una sfida tecnica attuale nell’ambito dei VFU, e il riciclo delle batterie in senso più ampio è coperto da una propria filiera EPR, in espansione separata.

Anticipate l’inasprimento delle regole sulla filiera VFU

La conformità VFU si muove rapidamente: nuove classificazioni degli operatori, obiettivi di riciclo crescenti e una riforma a livello europeo che arrivano in una finestra temporale ravvicinata. Individuare fin da ora il proprio percorso di conformità (eco-organismo o sistema individuale) permette di evitare l’affanno quando arriva la scadenza successiva.

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Romain - Fondateur Ekovio

Romain