Passaporto Digitale di Prodotto (DPP) ed ESPR spiegati

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Il PPWR non è l’ultima normativa europea a ridisegnare la conformità di prodotto. Subito dietro arriva il Passaporto Digitale di Prodotto, che riguarderà molto più del semplice imballaggio.

Il Passaporto Digitale di Prodotto (Digital Product Passport, DPP) è lo strumento di tracciabilità di punta del Regolamento UE sull’Ecodesign dei Prodotti Sostenibili (ESPR), entrato in vigore nel 2024. Dove il PPWR stabilisce regole di design e riciclabilità specifiche per l’imballaggio, l’ESPR fissa regole analoghe per i prodotti stessi, batterie, tessili, elettronica, mobili e molto altro, e il DPP è lo strumento con cui le aziende dimostreranno la conformità: un registro digitale associato a ciascun prodotto, accessibile tramite un QR code o marcatore simile, che contiene dati strutturati su materiali, riparabilità e gestione a fine vita.

Questo articolo spiega cosa richiede realmente il DPP, quali settori sono i primi coinvolti e come si collega agli obblighi EPR che probabilmente già gestite.

Riassumi questo articolo con:

🎯 In breve: il Passaporto Digitale di Prodotto

  • Il DPP è un registro digitale associato a un prodotto, che contiene dati strutturati su materiali, riparabilità, contenuto riciclato e istruzioni di fine vita.
  • Viene introdotto dall’ESPR, il regolamento UE che estende le regole di ecodesign in stile PPWR dall’imballaggio ai prodotti stessi.
  • Batterie, tessili ed elettronica sono i primi settori coinvolti, seguiti da altre categorie di prodotto secondo un calendario scaglionato fissato dalla Commissione Europea.
  • Gran parte dei dati richiesti dal DPP coincide con quelli che le aziende già raccolgono per le dichiarazioni EPR, per cui i due obblighi andrebbero pianificati insieme, non separatamente.

Risposta breve: il Passaporto Digitale di Prodotto è un registro digitale obbligatorio, previsto dall’ESPR europeo, che dovrà accompagnare i prodotti in categorie come batterie, tessili ed elettronica, a partire dai primi settori indicativamente dal 2027. Richiede dati strutturati su materiali, durabilità, riparabilità e riciclabilità, gran parte dei quali probabilmente raccogliete già per le dichiarazioni di eco-contributo EPR. I due obblighi dovrebbero essere gestiti dalla stessa pipeline di dati, non da due separate.

🔍 Come abbiamo verificato queste informazioni

L’ESPR (Regolamento (UE) 2024/1781) è entrato in vigore nel luglio 2024, e l’obbligo del DPP è integrato in esso come strumento di conformità centrale. Al momento della stesura, la Commissione Europea sta ancora finalizzando gli atti delegati specifici per settore che stabiliranno i campi dati esatti e le date di attuazione per ciascuna categoria di prodotto; le batterie sono il settore più avanzato, dato che il separato Regolamento UE sulle Batterie richiede già una tracciabilità simile dal 2027. Considerate le date specifiche citate in questo articolo come la migliore stima attuale, non un calendario definitivo, e verificate il piano di lavoro ESPR della Commissione Europea per il timeline più aggiornato settore per settore prima di prendere decisioni operative.

📖 Cos’è davvero il Passaporto Digitale di Prodotto

Un registro di dati, non un documento fisico

Il DPP non è un certificato cartaceo né un PDF da allegare a una spedizione. È un insieme di dati strutturato e leggibile da macchina, associato a un prodotto o modello specifico, accessibile tramite un supporto fisico, tipicamente un QR code, un tag NFC o un marcatore simile apposto sul prodotto o sul suo imballaggio. Scansionarlo dà a autorità, riciclatori, riparatori e infine ai consumatori accesso a un insieme definito di informazioni su quel prodotto.

I campi dati esatti variano per categoria di prodotto, ma il quadro generale dell’ESPR copre la composizione dei materiali, la presenza di sostanze preoccupanti, informazioni su durabilità e affidabilità, un punteggio di riparabilità con disponibilità di ricambi, e istruzioni di fine vita per i riciclatori. È pensato per servire tre pubblici contemporaneamente: le autorità che verificano la conformità, le aziende che gestiscono il prodotto lungo la filiera, e chi alla fine si occupa della riparazione o del riciclo.

Perché l’ESPR esiste accanto al PPWR

Il PPWR e l’ESPR condividono la stessa logica di fondo, applicata a due oggetti diversi. Il PPWR disciplina l’imballaggio attorno a un prodotto: riciclabilità, contenuto minimo riciclato, regole di design per il riciclo. L’ESPR disciplina il prodotto stesso: quanto dura, quanto è facile ripararlo, cosa succede a fine vita. Dove il PPWR ha dato alla Francia il proprio sistema per gli imballaggi professionali, l’ESPR dà all’UE il Passaporto Digitale di Prodotto come principale meccanismo di controllo e tracciabilità.

Nel complesso, i due regolamenti convergono verso lo stesso obiettivo da direzioni diverse: un mercato in cui l’impronta ambientale completa di un prodotto, imballaggio incluso, sia documentata, verificabile e tracciabile dalla produzione fino al riciclo.

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📋 Quali settori sono coinvolti per primi, e quando

Un’introduzione scaglionata per categoria di prodotto

Il DPP non si applica a tutti i prodotti dal primo giorno. La Commissione Europea lo introduce settore per settore tramite atti delegati, dando priorità alle categorie con il maggiore impatto ambientale e le basi di tracciabilità già più consolidate. Le batterie sono in testa, dato che il separato Regolamento UE sulle Batterie impone già supporti dati simili dal 2027. Tessili ed elettronica seguono da vicino, entrambi indicati come settori prioritari nel piano di lavoro ESPR della Commissione.

Mobili, pneumatici e prodotti da costruzione sono attesi in ondate successive. Se la vostra azienda gestisce già obblighi EPR in una di queste categorie, batterie, tessili (TLC), RAEE o PMCB, avete davanti una linea di prodotto che con ogni probabilità dovrà affrontare i requisiti DPP entro pochi anni, non un’ipotesi lontana.

SettorePriorità di introduzioneFiliera EPR correlata che potreste già gestire
BatteriePrimo settore, trainato dal Regolamento UE sulle BatterieFiliera EPR Batterie
TessiliSettore prioritario inizialeFiliera Tessili (TLC)
ElettronicaSettore prioritario inizialeFiliera RAEE
Mobili, prodotti da costruzioneOndate successiveSistemi Mobili e PMCB

⚠️ Non aspettate l’atto delegato definitivo per iniziare a raccogliere i dati. I dati su composizione dei materiali e riparabilità possono richiedere mesi per essere raccolti dai fornitori, specialmente lungo una filiera multilivello. Le aziende che iniziano a mappare questi dati fin da ora avranno un reale vantaggio rispetto a chi attende la finalizzazione completa del regolamento.

🎯 Come il DPP si collega ai vostri obblighi EPR esistenti

Dati sovrapposti, obblighi distinti

Ecco il vantaggio pratico: gran parte di ciò che richiede il DPP, composizione dei materiali, contenuto riciclato, istruzioni di gestione a fine vita, sono dati che le aziende già raccolgono per calcolare gli eco-contributi e ottenere le riduzioni bonus-malus previste dai sistemi EPR esistenti. Il DPP richiede maggiore dettaglio e un formato di consegna diverso, un registro leggibile da macchina e collegato al prodotto invece di una dichiarazione annuale aggregata, ma il lavoro di raccolta dati sottostante è in gran parte lo stesso.

Le aziende che trattano la raccolta dati per il DPP come un progetto completamente nuovo, separato dal proprio processo di conformità EPR, finiranno per duplicare il lavoro: chiedendo ai fornitori le stesse domande sulla composizione dei materiali due volte, tramite due moduli diversi, per due finalità normative diverse. Costruire un’unica pipeline di dati che alimenti entrambi è il percorso più efficiente, ed è realistico impostarla prima che il DPP diventi obbligatorio per il vostro settore.

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Cosa fare prima che il regolamento sia completamente definito

Tre mosse hanno senso a prescindere dalla data esatta di introduzione finale per il vostro settore. Primo, verificate quali dati su materiali e fine vita raccogliete già per le dichiarazioni EPR, e individuate le lacune rispetto a quanto richiederebbe un registro in stile DPP. Secondo, parlate ora con i fornitori chiave della loro capacità di fornire dati sui materiali a livello di componente, dato che questo è spesso il vero collo di bottiglia, non la vostra prontezza interna. Terzo, tenete d’occhio gli atti delegati ESPR della Commissione Europea man mano che vengono pubblicati per il vostro settore specifico, poiché sarà lì che verranno definiti i campi e i formati esatti.

💡 Consiglio: chiedete oggi stesso ai vostri tre principali fornitori se sono già in grado di fornire dati sulla composizione dei materiali a livello di componente. La loro risposta vi dirà molto di più sulla vostra reale prontezza al DPP di qualsiasi calendario normativo.

❓ Domande Frequenti sul Passaporto Digitale di Prodotto

Il Passaporto Digitale di Prodotto è già obbligatorio?

Non ancora per la maggior parte dei settori. Viene introdotto tramite atti delegati specifici per settore previsti dall’ESPR, con le batterie per prime, attese indicativamente dal 2027, e le altre categorie a seguire secondo un calendario scaglionato.

Il DPP sostituisce i miei obblighi di dichiarazione EPR?

No. Il DPP e le dichiarazioni EPR sono obblighi distinti che richiedono dati in parte sovrapposti. Dovrete comunque dichiarare i volumi e versare gli eco-contributi previsti dal vostro sistema EPR di riferimento.

Quali settori sono coinvolti per primi?

Batterie, tessili ed elettronica sono i settori prioritari nell’attuale piano di lavoro ESPR della Commissione, con mobili e prodotti da costruzione attesi in ondate successive.

Che tipo di dati richiede il DPP?

Composizione dei materiali, sostanze preoccupanti, informazioni su durabilità e riparabilità, e istruzioni di gestione a fine vita, strutturati per essere leggibili da macchina e accessibili tramite QR code o supporto simile.

Devo aspettare il testo definitivo del regolamento prima di prepararmi?

No. La raccolta dati presso i fornitori è di solito la fase più lenta del processo, quindi iniziare quella mappatura fin da ora, anche prima che ogni dettaglio sia definito, vi mette in vantaggio rispetto alle aziende che aspettano.

Non fatevi cogliere impreparati dal DPP

Il Passaporto Digitale di Prodotto è il prossimo livello di regolamentazione europea sulla tracciabilità, e si basa su dati che la maggior parte delle aziende già conformi all’EPR possiede in parte. Iniziare fin da ora le conversazioni con i fornitori e la mappatura dei dati, ben prima della data obbligatoria per il vostro settore, è ciò che distingue un’introduzione fluida da una corsa dell’ultimo minuto.

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Romain - Fondateur Ekovio

Romain