La filiera degli elementi d’arredo, nota come DEA, impone obblighi rigorosi di raccolta e recupero a qualsiasi azienda che immette mobili sul mercato francese.
Operativa dal 2013, questa filiera ha davvero trasformato il settore: tabelle di eco-contributo adattate alle caratteristiche ambientali del prodotto, unite a una fitta rete di punti di raccolta, hanno fatto scendere il tasso di conferimento in discarica dei mobili dal 55% a meno del 3%.
Questo articolo spiega chi è coinvolto, come viene calcolato l’eco-contributo e come funziona davvero la rete di raccolta e riutilizzo.
Riassumi questo articolo con:
🎯 In sintesi: la filiera DEA per i mobili
- La filiera DEA copre 12 categorie di mobili, dalle sedute alla biancheria per il letto, dai mobili da giardino agli elementi tessili d’arredo.
- Tre eco-organismi sono autorizzati per il periodo 2024-2029: Ecomaison (il più grande, circa 1,2 milioni di tonnellate all’anno), Valdelia (focalizzato sui mobili professionali) e Valobat (un nuovo operatore multi-filiera).
- L’obiettivo normativo di raccolta dal 2026 è del 48% dei quantitativi immessi sul mercato.
- Dalla creazione della filiera, il tasso di conferimento in discarica dei mobili è sceso dal 55% a meno del 3%, in gran parte grazie alle reti di riutilizzo e riparazione.
Risposta breve: se producete, importate o distribuite mobili (per uso domestico o professionale) con il vostro marchio in Francia, siete soggetti alla filiera DEA. Dovrete aderire a uno dei tre eco-organismi autorizzati, dichiarare i vostri volumi per categoria di prodotto e versare un eco-contributo sempre più modulato in base alla quantità di materiale riciclato che utilizzate. I distributori che superano determinate soglie di superficie di vendita hanno inoltre un obbligo di ritiro gratuito uno contro uno quando un cliente acquista mobili nuovi.
🔍 Come abbiamo verificato queste informazioni
Le autorizzazioni degli eco-organismi (Ecomaison, Valdelia, Valobat) coprono il periodo 2024-2029, con OCABJ come organismo di coordinamento autorizzato fino al 31 dicembre 2029. L’obiettivo di raccolta del 48% e il bonus per il contenuto riciclato (da luglio 2024) riflettono il capitolato attuale al momento della stesura. I dati di 1,2 milioni di tonnellate e 68.000 tonnellate sono i volumi dichiarati rispettivamente da Ecomaison e Valdelia per il loro anno di riferimento più recente: verificate i dati aggiornati direttamente con il vostro eco-organismo.
🛋️ Un settore dei mobili che genera un enorme volume
Chi deve dichiarare gli elementi d’arredo?
Tra le circa venti filiere EPR esistenti al momento della stesura, la DEA riguarda le aziende che vendono mobili sul mercato francese, sia per uso domestico che professionale. Rientrano nel suo ambito i produttori di tavoli, sedie, armadi o divani, gli importatori che portano questi prodotti dall’estero e i distributori che vendono con marchio proprio.
L’ambito copre dodici categorie distinte, dalle sedute alla biancheria per il letto, dai mobili da giardino ai contenitori. Da luglio 2022, anche gli elementi tessili d’arredo sono entrati a far parte della filiera, ampliando ulteriormente gli obblighi dei produttori. Le aziende del settore mobili integrano ormai questo vincolo nella propria catena del valore fin dalla progettazione e fino alla vendita, non come un ripensamento successivo.
La dichiarazione annuale e la scelta tra tre eco-organismi
Tre eco-organismi, autorizzati per il periodo 2024-2029, servono il mercato:
- Ecomaison, in precedenza Eco-mobilier, è di gran lunga il più grande, con una raccolta di circa 1,2 milioni di tonnellate all’anno.
- Valdelia si concentra principalmente sui mobili professionali, con 68.000 tonnellate raccolte nel 2023.
- Valobat, autorizzato nel dicembre 2023, è l’operatore più recente e offre un approccio trasversale che consolida gli obblighi su più filiere EPR contemporaneamente.
L’organismo di coordinamento OCABJ, autorizzato fino al 31 dicembre 2029, mantiene coerenza tra i tre eco-organismi e offre agli enti locali un unico punto di contatto. Questo coordinamento semplifica anche la vita ai produttori soggetti a più filiere, che possono centralizzare le proprie adesioni tramite un’interfaccia condivisa. La dichiarazione annuale DEA dettaglia i volumi immessi sul mercato per categoria di prodotto, ciascuna con il proprio eco-contributo, calcolato per unità o per peso a seconda della famiglia.
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💶 Come viene calcolato l’eco-contributo
Le tabelle 2026 e le modulazioni ambientali
Le nuove tabelle in vigore dal 1° gennaio 2026 perseguono tre obiettivi contemporaneamente: raggiungere un obiettivo normativo di raccolta del 48% dei quantitativi immessi sul mercato, finanziare l’espansione della rete di punti di raccolta e far crescere in modo significativo le attività di riutilizzo e riparazione. Questi vincoli si traducono in rettifiche mirate su determinate famiglie di prodotto, piuttosto che in un aumento generalizzato e uniforme.
Valdelia mantiene il proprio eco-contributo al di sotto del 2% del prezzo di vendita per la maggior parte dei prodotti, con tabelle specifiche per articoli come cassettiere metalliche su ruote, sedute scolastiche, reti per letti o cabine acustiche. Ecomaison struttura le proprie tariffe attorno a una logica di circolarità, con modulazioni basate sul contenuto di materiale riciclato e sui materiali provenienti da una gestione sostenibile delle risorse.
Bonus per l’incorporazione di materiali riciclati
I contributi sono modulati da luglio 2024 in base al raggiungimento di soglie di contenuto riciclato. Un produttore che utilizza almeno il 30% di legno riciclato nei propri mobili ottiene una riduzione sul proprio contributo unitario, un bonus pensato per incentivare l’uso di plastica riciclata, metalli da rifusione secondaria e tessuti rigenerati nella produzione. La struttura del codice articolo in sé non è cambiata, quindi il vantaggio finanziario è integrato direttamente nel codice prodotto o applicato come bonus separato, e i generatori di codice forniti dagli eco-organismi permettono ai membri di calcolare con precisione il proprio contributo per ciascuna referenza prodotto.
| Eco-organismo | Focus | Volume approssimativo |
|---|---|---|
| Ecomaison (già Eco-mobilier) | Mobili in generale, operatore principale | ~1,2 milioni di tonnellate/anno |
| Valdelia | Mobili professionali | 68.000 tonnellate (2023) |
| Valobat | Multi-filiera, operatore recente | Autorizzato dicembre 2023 |
♻️ Organizzazione della raccolta e priorità al riutilizzo
La rete di raccolta e l’obbligo uno contro uno
Il recupero dei rifiuti d’arredo si basa su una fitta rete che combina centri di raccolta pubblici, distributori e attori dell’economia sociale e solidale. I distributori che superano determinate soglie di superficie di vendita hanno un obbligo di ritiro gratuito su base uno contro uno: un cliente che acquista un nuovo divano può farsi ritirare gratuitamente quello vecchio, sia in negozio che al momento della consegna del nuovo mobile.
Dopo anni di raccolta mista in un unico contenitore, gli eco-organismi stanno gradualmente introducendo una raccolta differenziata per materiale. I mobili in metallo vengono ora conferiti in un contenitore dedicato gestito dagli enti locali. I mobili in legno vengono conferiti in un contenitore multi-filiera condiviso con il legno proveniente da altre filiere EPR, come quella edile. Gli altri componenti dei mobili, schiuma, tessuti, plastica, vengono raccolti in un terzo contenitore per ottimizzarne il recupero.
Priorità al riutilizzo e alla riparazione
I mobili ancora funzionanti rappresentano un flusso prioritario per gli eco-organismi, che hanno sviluppato ampie partnership con centri di risorse, centri di riciclo e strutture di inserimento lavorativo. Questi attori recuperano mobili in buone condizioni, li ricondizionano quando necessario e li rivendono a prezzi solidali, prolungandone la vita utile prima che avvenga qualsiasi trasformazione dei materiali.
Un fondo per la riparazione, finanziato ogni anno dagli eco-organismi, sostiene i riparatori certificati che rimettono in funzione mobili difettosi, con obiettivi annuali per far crescere il numero di riparazioni. Dalla creazione della filiera, il tasso di conferimento in discarica è sceso dal 55% nel 2013 a meno del 3% oggi, una prova concreta dei progressi compiuti dalla rete di recupero. I mobili non riparabili vengono sottoposti a un processo di smontaggio che separa legno, metalli, tessuti e schiuma per massimizzare la quantità riciclata in nuove materie prime.
💡 Consiglio: se utilizzate già legno, plastica o metallo riciclati oltre la soglia del 30%, verificate di richiedere effettivamente il bonus. Viene applicato per referenza prodotto tramite il generatore di codice dell’eco-organismo, quindi non avviene automaticamente solo perché il vostro approvvigionamento di materiali soddisfa i requisiti.
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❓ Domande frequenti sulla filiera EPR dei mobili
Quale eco-organismo dovrei scegliere per i mobili?
Ecomaison è il più grande e copre i mobili in generale; Valdelia si concentra sui mobili professionali; Valobat è un’opzione più recente e multi-filiera. La scelta giusta dipende dal vostro mix di prodotti e dal fatto che siate soggetti anche ad altre filiere EPR.
Devo ritirare il vecchio mobile di un cliente?
Se siete un distributore che supera determinate soglie di superficie di vendita, sì: avete un obbligo di ritiro gratuito uno contro uno quando un cliente acquista mobili nuovi.
Come posso ridurre il mio eco-contributo?
Utilizzare almeno il 30% di legno, plastica o metallo riciclati garantisce una riduzione grazie al bonus per contenuto riciclato, applicato per referenza prodotto tramite il generatore di codice del vostro eco-organismo.
Qual è l’attuale obiettivo di raccolta dei mobili?
L’obiettivo normativo dal 2026 è del 48% dei quantitativi immessi sul mercato, parte di uno sforzo più ampio per finanziare l’espansione della rete di raccolta e le attività di riutilizzo e riparazione.
Cosa succede ai mobili non riutilizzabili?
Vengono sottoposti a un processo di smontaggio che separa legno, metalli, tessuti e schiuma, in modo che ciascun materiale possa essere riciclato in nuove materie prime.
Mettete in ordine la vostra conformità EPR sui mobili
La filiera DEA ha davvero ridefinito cosa succede ai mobili a fine vita, e continua a diventare più esigente: obiettivi di raccolta più alti, incentivi più forti per il contenuto riciclato e reti di riutilizzo e riparazione in crescita. Che stiate lanciando una linea di mobili o vendiate già su larga scala, definire correttamente fin dall’inizio l’adesione all’eco-organismo e le dichiarazioni evita sorprese in seguito.
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📚 Fonti
- ADEME, portale delle filiere EPR: capitolato della filiera DEA
- Ecomaison, sito ufficiale dell’eco-organismo


